venerdì 14 febbraio 2014

L'amour... decerebrato.

Parliamo d'amore. Non perché sia san Valentino, ma perché anche d'amore, ogni tanto, bisogna parlarne. Mi viene spontaneo soprattutto frequentando twitter, un posto popolato di gente che d'amore ne parla tanto, e quindi, evidentemente, quaglia poco. E' impossibile frequentare twitter e non capire quanto bisogno... d'amore ci sia.
Vedo la cosa dal punto di vista femminile, ovviamente, e da questo punto di vista tratterò l'argomento. In modo ironico e iperbolico, come piace a me. Dunque: come può una donna trovare l'amore? Sarò cruda: dev'essere decerebrata. Non necessariamente dalla nascita, eh? Può anche decerebrarsi volontariamente per via. Per amore. Ma di fatto, il traguardo resta quello.
Io questa cosa ho avuto la fortuna di capirla parecchio tempo fa, e mi sono adeguata. Mi sono decerebrata volontariamente. L'ho fatto, è il prezzo che ho dovuto pagare per ottenere quello che volevo. Che non è quello che pensate, cioè, il concetto è più ampio.
Quando una donna si decerebra per un uomo, sa che, passata la fase del corteggiamento (durante la quale lui fa finta di ascoltarvi attentamente) non potrà più parlare dei suoi studi, delle sue passioni, dei viaggi che ha fatto, dei film che le piacciono, della musica che ascolta, dei libri che ha letto, ma potrà solo ascoltare lui che parla dei suoi studi, delle sue passioni, dei viaggi che ha fatto, dei film che gli piacciono, della musica che ascolta, dei libri che ha letto. E poco importa se sono la metà della metà dei suoi, perché anche questo può capitare. Cioè, se lui, disgraziatamente, guarda la De Filippi, lei guarderà la De Filippi insieme a lui, per amore. E così. Ma alla fine è anche divertente, di fatto è nella nostra natura, l'adattamento. Perché nella coppia esiste un tacito accordo in base al quale lui deve essere il più intelligente, e tu, se vuoi far funzionare la relazione, ti devi gioco forza instupidire. Ah, dimenticavo: anche il sense of humour, dopo le prime due uscite, non è più gradito, e invece non capire le battute che fa lui, quello fa sempre un bell'effetto.
A volte entri talmente nella parte che perdi completamente il controllo della situazione. Personalmente, ho passato tutte le fasi della decerebrazione (si dirà così?), da Quarto Grado ai programmi di Barbara d'Urso. Con le risse, da una parte i cattolici oltranzisti, dall'altra le drag queen, e in mezzo Cecchi Paone che fa "so' tutti gay, io lo so, ci sono stato". L'unico fondo che non ho toccato è stato "uomini e donne". Cioè, l'ho guardato una volta per capire che roba era, ma subito ho sentito una sensazione come se nel mio cranio ci fosse qualcosa che voleva scappare. E ho spento.
Poi, un giorno, mi sono svegliata come da uno stato comatoso e ho cominciato pian piano a recuperare il lume della ragione. Ma ce n'è voluto.
Perché voi uomini, è questo, che volete. Una cozza decerebrata che vi passa davanti alla tv mentre c'è la partita. Perché questo vi tranquillizza. Voi, mi spiace dirvelo, una donna intelligente non la sapete gestire. Poi vi lamentate, su twitter, perché vostra moglie non sa chi sono i Beatles e non ha mai sentito nominare i Pink Floyd. E invece, sotto sotto, siete contenti così. A qualcuno ho risposto che certe donne non ve le ordina il medico, ma la realtà è ben diversa. Ciò che voi non immaginate è che, probabilmente, le vostre donne, prima di incontrare voi, non erano così. Si sono decerebrate per voi. Alcune, in effetti, decerebrate lo erano davvero, ma lasciamo stare.
Penso a Mary. Ci ho pensato proprio ieri perché ho letto sul suo blog un omaggio a Roberto "Freak" Antoni, e mi è venuto da sorridere, anche perché tra l'altro l'unico commento che c'era sotto era il mio. Mary ha pochi anni più di me. E' una donna di straordinaria intelligenza, e di cultura, musicale ma non solo. Neanche brutta, ha lo stile un po' retro' delle attrici di Hollywood degli anni '80. Però marito non l'ha trovato. Perché? Perché non si è decerebrata. Non ha voluto, non ha saputo, non lo so. A 40 anni passati, è ancora là con i suoi idoli, che sono anche i miei, va ai concerti, viaggia sola. Io la ammiro per la sua coerenza ma ciò non toglie che la cosa sia triste. Non la sua vita, è chiaro. Ma il fatto che, con tutta evidenza, una donna che ragiona abbia difficoltà ad accoppiarsi.
Di fatto, cosa se ne fa un uomo, di una donna che sa reggere una conversazione? Di cultura, di musica, di politica? Nulla, assolutamente nulla. La donna serve ad altro. Forse sarà giusto così, sarà necessario per impedire l'estinzione della specie. Però uomini, ammetetelo: una donna che potrebbe lontanamente rischiare di saperne più di voi vi spaventa a morte. Guardate, mi spiace dirlo, perché io non sono una femminista in senso stretto, non lo sono mai stata. Anzi, a volte sono proprio maschilista. Però, almeno, noi donne ci sappiamo adeguare, evolvendoci o involvendoci, a seconda dei casi. Voi, invece, non vi smentite mai. Con affetto, eh? Ah, buon san Valentino.

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