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mercoledì 2 luglio 2014

Quale amicizia?

Ormai sono sei mesi che tengo questo blog e mi sento finalmente pronta per affrontare uno dei quesiti che da sempre attanagliano l'umanità, secondo solo a "E' nato prima l'uovo o la gallina?", e sul cui tema sono stati scritti libri, fatti film, spesi fiumi di inchiostro e sprecati infiniti metri cubi di fiato.
"Può esistere l'amicizia tra uomo e donna?"
E' necessaria qui una piccola premessa. Quando si parla di amicizia, qui, non si parla di un'amicizia superficiale, una conoscenza. Si parla di un'amicizia forte, di grande confidenza, a volte esclusiva. 
Ecco, la risposta è assolutamente, categoricamente, NO.
Uomini e donne NON possono essere amici. Ma il motivo non è il sesso, come si può pensare. Il motivo è un altro. E' che per noi donne, semplicemente, l'amicizia non esiste. Non sappiamo cosa sia. E non sappiamo cosa sia persino tra di noi, figuriamoci con gli uomini. Il mondo femminile, agli occhi di un uomo, è pieno di misteri. Il mondo maschile, secondo me, ha un mistero solo, ma fitto: l'amicizia. Il cameratismo, la solidarietà di genere, sono cose sconosciute, per noi.
Noi donne tra di noi, ci odiamo. Più o meno cordialmente, ma ci odiamo. Per ogni donna, un'altra donna è sempre una potenziale nemica. Noi ci sopportiamo solo quando abbiamo l'impressione che l'altra non invada il nostro territorio, che non possa entrare in conflitto con noi da nessun punto di vista. Che che abbia il suo uomo, che non sia interessata al nostro, che sia più brutta, più stupida e con meno qualità di noi. Sempre beninteso che, anche per l'amica del cuore, dietro le spalle, ci sono sempre in serbo commenti al vetriolo. Fatti con bontà, eh? Per il suo bene. Ma ci sono.
Di recente ho letto cose del tipo: "Le ragazze si odiano, le vere donne sono complici": vero niente. Anche le ragazze possono essere complici, tutte le donne possono essere complici, possono adorarsi. Ma se disgraziatamente gli obiettivi di una entrano in conflitto con quelli di un'altra (principalmente se ad entrambe interessa lo stesso uomo) è la fine. La più debole delle due è una donna morta, distrutta. L'amicizia, finita.
Diversamente, due uomini che si innamorano della stessa donna, alla fine è facile che la mandino entrambi a quel paese e conservino l'amicizia. (Bellissimo, su questo argomento, uno dei primi film di Salvatores, "Turné". Da vedere)
Un gruppo o una comunità di donne è quanto di più deleterio possa esistere, e lo dico con l'esperienza di una che ha fatto le superiori in una classe di sole donne. Ci siamo scannate. Finita la scuola, mai più fatta una cena, un incontro, niente. Ma quale amicizia.
Sulla base di ciò, come può esistere l'amicizia tra uomo e donna? In nessun modo. Lo so perché lo so. Perché quando io parlo di queste cose, parlo anche di me stessa, non mi considero certo immune dalle debolezze del mio genere.
Uomini, non fatevi fregare: quando una donna dice "sei un amico", intende tutto tranne che sei un amico.
Nel particolare può intendere, sostanzialmente, due cose:
1) Che le piaci ma non ha il coraggio di dirtelo. Si considera in qualche modo inadeguata. Pensa di non poterti interessare, e allora per averti, non potendo essere la tua donna, usa una via traversa. Lei sarà "la tua amica del cuore". Ricoprirà un ruolo speciale, che nessuno portà portarle via. (Questa situazione può essere anche a tempo: le piaci, ma siccome che tu dormi, nel frattempo ti fa l'amica sperando che prima o poi ti svegli). 
2) Che non le piaci. Ti trova magari intellettivamente interessante, ma non le piaci fisicamente. Non corrispondi al suo ideale. Però si trova bene con te. Si confida volentieri, e (crudele) per qualche motivo le fai comodo. Anche solo perché tu le sbavi dietro, magari. Questo nutre il suo ego.
Sinceramente, capisco l'estrema difficoltà degli uomini a distinguere un caso dall'altro. Nel caso di interesse, magari uno spera che si tratti del caso 1, invece poi è il 2.
Lei è la tua amica del cuore, quindi non te la dà, ma sappi che se ti azzardi a metterti con un'altra rischi che lei ti cavi gli occhi col cucchiaino da tè.
Io so quello che dico, perché in vita mia sono stata entrambe le cose: l'amica del cuore (caso 2), che ha perso una persona a cui voleva bene solo per il fatto che lui si è fidanzato con una botola ringhiosa. Tempo due settimane: scomparso, stile lupara bianca. Mai più visto né sentito nei secoli dei secoli. Ancora oggi non so che fine abbia fatto.
E la fidanzata di uno che aveva un'amica del cuore single, che nominava pressoché in ogni frase. Tra l'altro anche stupida, perché nei primi tempi del rapporto commise il madornale errore di non cagarmi affatto. La incontravamo e parlava rivolgendosi solo a lui. Io ero aria. Risultato: "Tesoro, l'amica del cuore single va al volo fuori dalla tua vita senza nemmeno passare dal via". Desaparecida.
In effetti, esiste anche un terzo caso: quello romantico da film in cui entrambi si amano ma è un amore impossibile. Io agli amori impossibili non è che ci creda tanto, a dire il vero. Esiste volersi o non volersi, il resto sono cavolate. L'amicizia non è un surrogato dell'amore, è un'altra cosa. 
Il film "Harry ti presento Sally" è una bibbia, da questo punto di vista. Ti spiega tutto, la regola e gli emendamenti, che puntualmente si annullano (p.es. il caso che entrambi siano accoppiati). Nel film infatti (mi spiace se non l'avete visto ma colpa vostra) i due finiscono insieme. Il messaggio è molto chiaro.
Eppure a noi donne un amico uomo farebbe tanto comodo. (E anche il contrario, eh?) Il modo di ragionare completamente diverso dal nostro ci allargherebbe gli orizzonti, ci farebbe capire meglio tante cose. Ma è utopia.
Però, a ben guardare, una possibilità c'è. Che lui sia gay. Ragiona comunque come un uomo, ti vuole bene come un uomo, è complice come una donna, non entra in conflitto con te. Di più: ha sofferto. Qualunque cosa tu gli racconti, non si scandalizza e non ti giudica. E' una fortuna che non tutti hanno. Io ce l'ho. E ne approfitto per dirlo qui: Roby, grazie di esistere.
 
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