lunedì 24 marzo 2014

Il compleanno di sir Elton John e come (non) lo festeggerò.

Avevo già un paio di post pronti per il blog, ma domani è il compleanno di Reginald e questo passa davanti a tutto. Come posso spiegarvi cosa significa per me Elton John? Ascolto la sua musica da quando esistevano ancora le audiocassette, e io rovistavo tra gli scaffali dei negozi di dischi per trovare gli album che mi mancavano. (Poesia di un'altra epoca!) E' noto il mio amore sconfinato per i Queen, ma in quanto a cantanti solisti, Elton è probabilmente il mio preferito in assoluto. E' lui che ha sensibilizzato il mio orecchio al blues, facendomene innamorare perdutamente. E' ascoltando lui che la musica nera si è posizionata un gradino sopra il rock, nella scala del mio cuore.
Ma Elton John non lo puoi classificare in alcun modo. E' uno di quegli artisti talmente grandi che non è che puoi neanche star lì a spiegare a chi non lo conosce, o lo conosce superficialmente perché è grande. E quindi non lo farò. E' chiaro che per apprezzarlo davvero occorre conoscere abbastanza approfonditamente il suo repertorio, che è composto da 30 album solo in studio, tanto per capirci.
Ognuno ha le sue fisse. Elton è una delle mie.
Ma non è solo per la musica che lo amo. Lo amo anche per i testi delle sue canzoni, ma non tutti. Solo quelli scritti da Bernie Taupin.
Non so quanti di voi abbiano mai sentito nominare Bernie Taupin. E' il paroliere di Elton John, ha collaborato alla realizzazione di molti suoi album. Bernie Taupin è un poeta. Un grandissimo poeta contemporaneo. E quello tra questi due signori è un sodalizio artistico che ha prodotto risultati spettacolari.
La bellezza delle canzoni di Elton John è anche opera sua. Ricordatevelo, quando canticchiate le iperconosciute e iperinflazionate "Your song", e "Candle in the wind".
Senza nulla togliere a questi capolavori, io preferisco cosette meno famose.
Il mio album preferito è "Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy", del '75 (quello di "Crocodile Rock", per intenderci). I due personaggi del titolo (e riportati nella copertina dell'album) rappresentano appunto, nell'ordine, Elton John e Bernie Taupin. 
Ora, quando ami tantissimo un artista come io amo Elton John, è difficile dire quale sia la tua canzone preferita. Quella che segue è la canzone preferita del mio album preferito, quindi è sicuramente nella mia personale top 5, composta quasi interamente di pezzi degli anni '70.
Il testo secondo me è stupendo, e dà una vaga idea di quale sia la portata del talento di questo fantastico paroliere. Ma tutta la canzone è meravigliosamente straziante.
Qui la trovate con il testo... godetevela!
http://goo.gl/7x2qUe
Ma ora veniamo alle note dolenti. Guardate l'immagine qui sotto, e capirete.
Giusto stasera, una famosa catena di cinema trasmette "one night only" un suo film-concerto "Million dollar piano". Meraviglioso, per una come me che non ha mai neanche avuto la gioia di vederlo dal vivo. (Dovevo andare a vederlo a Lucca, anni fa, ma poi decisi di fare altro...) Già. Ma ecco la sorpresa: il film non viene proiettato dappertutto. No. Dalle mie parti, no.
Ora, io non voglio star lì troppo a insistere, rimarcando un concetto già espresso, e cioè il fatto che io abito in una zona deprivata culturalmente, ma questa cosa conferma che è la triste verità. Voglio dire, cosa mai sarà costato trasmettere il film in tutti i cinema? E invece qualcuno ha detto: "Quante persone ci saranno, in quelle lande desolate, interessate a vedere il film concerto di Elton John...? Ma sì, da quelle parti devono ancora arrivare i missionari, figuriamoci." Non mi lamento troppo perché io in fondo avrei il cinema più vicino ad "appena" 120 km (vedi immagine). Nel sud Italia stanno peggio: Palermo, e il resto praticamente come non esistesse.
Poi dice che uno non si deve incazzare.
E vabbe'! Happy Birthday, sir!

venerdì 7 marzo 2014

Siamo donne...


Uff... mi hanno detto che in altri post sono stata un po' duretta con gli uomini. E vabbè, vediamo di rimediare, ora parlerò un po' delle donne. Devo pareggiare i conti, quindi se siete donne prive di autoironia, vi avviso prima, potreste offendervi.
Innanzitutto, io sono fiera e contenta di essere nata donna, penso che sia la cosa più divertente del mondo. Se io fossi nata uomo sarei stata di sicuro un pilota, tanto mi piace guidare, (anche se ovviamente, per questioni di DNA, non so fare le manovre), ma sono talmente contenta di essere donna che in un'eventuale prossima vita vorrei rinascere donna un'altra volta, e così fino al termine del mio percorso karmico. Questo lo dico nonostante io sia sempre stata un maschiaccio ed abbia fatto pace col colore rosa solo da poco tempo. Resto convinta che la femminilità non risieda nel trucco o nel tacco 12, né nella biancheria intima coordinata, e quelle dicono di indossarla sempre mi fanno ridere. Una vera donna è donna anche con i capelli corti, senza trucco e con indosso i mutandoni ascellari di Bridget Jones o un pigiamone antisesso.
Io non sono mai stata femminista in senso stretto, anzi, a volte sono proprio maschilista. Nel senso che credo che spesso abbiano ragione gli uomini, e che noi ci approfittiamo del fatto che non ci capiranno mai niente.
Credono di condurre il gioco, e invece no. Pensano di comandare, e figurati. Tentano disperatamente di accontentarci, e non sanno che noi non saremo mai contente. Noi nasciamo scontente e moriremo scontente. Possiamo solo, nell'arco della nostra esistenza, essere saltuariamente, tutto sommato, discretamente soddisfatte, sempre, ovviamente, ciclo mestruale permettendo. Niente di più.
Lo sforzo degli uomini è apprezzabile, specialmente nei primi tempi di una relazione, ma c'è gente che continua a provarci anche dopo 20 o 30 anni di matrimonio. Niente da fare. Il fatto è che gli uomini sono semplici, lineari. "Sì" è "sì", "no" è "no", il telefono si usa per comunicare, poi si riappende.
Noi no. Troppo facile, così. Noi siamo più sensibili, più forti, non ci sembra di morire per un'influenza, affrontiamo senza batter ciglio (più o meno) i dolori del parto, pari a quello di 20 ossa rotte contemporaneamente. Ma abbiamo indubbiamente il nostro rovescio della medaglia.
Prendiamo una ricorrenza a caso. La festa della donna. Ti regala la mimosa? Pensiero:"Oh, grazie. Ma non c'era bisogno di sprecare soldi in questi segni esteriori. L'amore e il rispetto si vedono da altre cose. Eh, pensi di cavartela con un rametto di fiori? Sei un ipocrita."
Non te la regala (perché tu gli hai detto che non ci tieni)? Pensiero: "Certo che un cavolo di rametto di mimosa me lo potevi anche presentare, eh? Ho ricevuto solo quella che mi hanno dato al supermercato, come l'ultima delle sfigate. Anche i segni esteriori contano. Sei uno spilorcio e un insensibile."
Quale donna non ha pensato queste cose almeno una volta nella sua vita? Su, siamo sincere. Ogni tanto ci piace giocare sporco. Litigate, ti rendi conto che ha ragione e sei con le spalle al muro? Cominci a piangere, lo disorienti. Vittoria su tutta la linea. E ammettiamolo, su.
Gli uomini, nei sentimenti, sono confusi. Procedono per tentativi. Noi no. Possiamo dissimulare quanto vogliamo, ma noi, fin dalla più tenera infanzia, l'obbiettivo ce l'abbiamo chiaro in testa. Stampato in fronte, direi. E se state pensando a qualcosa in particolare, sappiate che quella è solo una parte della questione. Una parte comunque significativa, e l'ipocrisia di certe donne in proposito a me personalmente dà un fastidio incredibile. Ma solo una parte. In una bambina di tre anni il concetto di "principe azzurro" è già chiarissimo. Poi il fatto che ce ne vogliano minimo altri trenta per capire quanto questo si discosti dalla realtà è un altro discorso. 
La nostra missione è semplice: trovare un uomo, e distruggergli l'esistenza. Amabilmente, eh? Ma distruggergliela. Cominciando col convincerlo che ha bisogno di cose di cui non aveva mai pensato di aver bisogno.
Il concetto di felicità, per un uomo, è molto semplice: la pizza, la birra, un pallone, gli amici, la tv, e rutto libero. Se non avvertissero anche altri tipi di esigenze, non importerebbe loro un bel niente di prendere confidenza con le donne. E invece, drammaticamente, questo li conduce in una spirale senza uscita. Fidanzarsi, sposarsi, passare le domeniche pomeriggio all'IKEA, comprare casa e arredarla secondo i rigorosi dettami del feng-shui, tanto per dirne qualcuna.
Ma che volete, è giusto così.
Perché scusate, ma quando in una coppia non accade questo, quando è l'uomo a distruggere l'esistenza ad una donna, credetemi, è molto, molto peggio. E non è necessario arrivare alle minacce, alle botte, alle persecuzioni, eh? Basta molto meno. Basta "sta' zitta" "stupida" "non capisci niente", "rompicoglioni", per esempio. Oppure bastano attenzioni e regali non richiesti, bastano chiamate indesiderate, basta la subdola, sottile imposizione della presenza. Lo stalking non dev'essere per forza pesante, per uccidere. Io ci sono passata.
E comunque, buona festa a tutte le donne!
PS: Facciamola pure, una festa degli uomini, eh? Io sono d'accordo. Basta che ci dite cosa vi dobbiamo regalare! ;-)

 
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