Passato da poco il 23° anniversario della scomparsa di Freddie Mercury, e magari di fronte al quesito che molti fans dei Queen si porranno, se sia il caso di regalarci questo Natale l'ultimo album "Queen Forever", ecco qui una convincente risposta, scritta non da me ma da un amico che ho il piacere di ospitare nel mio blog (e che ringrazio) il quale ha spiegato la questione con assoluta competenza, e certamente molto meglio di come avrei saputo fare io. Buona lettura!*** A proposito di "Queen Forever", pubblicato oggi, se vi bastano cinque parole, le scrivo qua: COMPILATION TERRIFICANTE NELLA SUA INUTILITÀ.
Se invece vi interessa perché dico così, leggete di seguito, anche se il post è piuttosto prolisso...
Immaginate bene lo scenario: il cofondatore del vostro gruppo preferito rilascia nel corso dei mesi svariate dichiarazioni alle testate giornalistiche più importanti affermando come negli archivi siano state trovate svariate registrazioni risalenti agli anni '80 dove il gruppo suona al gran completo e che verranno "restaurate e rese fruibili al pubblico" grazie alle moderne tecnologie come Pro Tools.
A distanza di sei mesi circa, viene sciolto il riserbo sulla playlist ed APRITI CIELO: solo una traccia nuova, due riarrangiamenti ed altre 33 canzoni che i fans conoscono ormai a menadito.
Cominciamo con le novità. "Let Me in Your Heart Again" era stata registrata (ed abbandonata) durante le sessions per "The Works" ai Record Plant Studios di Los Angeles. Cinque anni dopo venne inclusa nell'album "Talking of Love" di Anita Dobson che vede Brian May, il quale sposerà l'attrice svariati anni dopo, in veste di produttore e coautore di gran parte dei brani. Ho sempre reputato la versione cantata di Dobson a dir poco agghiacciante e Freddie Mercury con la sua interpretazione invece la rende una canzone semplicemente memorabile.
"Love Kills" è in una melensa versione ballad, lo stesso riarrangiamento che viene riproposto dai Queen + Adam LAMMERD, ops, Lambert. Stendiamo un velo pietoso. Come dicevo giorni fa, secondo una recente dichiarazione di May, i Queen comparivano in incognito nella versione originale del brano; tuttavia mi chiedo perché rivelare una cosa del genere dopo 30 anni ed in occasione dell'uscita della compilation. Questa casuale casualità potrebbe far insospettire anche le persone meno maliziose.
Una traccia che era attesa con molto interesse sia dai fans dei Queen che da quelli di Michael Jackson era il duetto "There Must Be More to Life than This". Il mix ad opera di William Orbit ha destato molte polemiche, anche per delle (presunte) interferenze degli eredi di Jackson, i quali avrebbero preteso un maggiore equilibrio fra la voci di Michael e di Freddie (si può dire che vocalmente Freddie si fumava letteralmente Jacko, o no?). Non è mio dovere difendere Orbit (che non è il primo stronzo che passa per strada, visto che ha remixato nomi importanti nel mondo della musica ed i suoi lavori hanno venduto decine di milioni di copie), ma sfido chiunque a trovarsi in una posizione così delicata. Non credo che il problema sia il (re)mixing in sé, è piuttosto la produzione che mi lascia interdetto, e la produzione è a firma di May e Taylor.
Adesso passiamo al resto della compilation. Qualcuno dovrebbe spiegare a May e Taylor che siamo alla fine del 2014 ed il concetto di compilation è ormai tramontato, in un'epoca dove possiamo farci le playlist tramite iTunes e Spotify. Sì, ok, le due eminenze grigie hanno scelto per noi le ballate che loro aggradano nel repertorio dei Queen, ma poi? Considerando le dichiarazioni arrembanti dei mesi successive, mi sembrano piuttosto 33 canzoni che servono a giustificare 75 minuti di musica (che diventano 135 nella versione deluxe a 2 CD). Per di più, queste canzoni in alcuni casi hanno subito un brutale editing, che accetto malvolentieri nel caso di "Lily of the Valley" (pezzo da "Sheer Heart Attack" che dimostra un Mercury a proprio agio nel tratteggiare delicatamente delle atmosfere fantasy, come aveva fatto in "My Fairy King"), visto che avendo a disposizione il multitraccia si poteva remixare agevolmente un pezzo invece di tagliare delle battute; in altri casi proprio non ci sto, cosa mi rappresenta il taglio del synth iniziale di "Play the Game" o la dissolvenza finale in "Somebody to Love"? Magari sono stupidaggini, ma continuo a non trovare una spiegazione logica sottostante queste decisioni.
I Queen sono il mio gruppo preferito, non mi sarei mai sognato di criticare aspramente, per l'ennesima volta dopo la scelerata decisione di effettuare un tour con Adam Lambert, l'operato di Brian May e Roger Taylor, due musicisti che ho sempre ammirato, anzi, ADORATO. Questa compilation è una bieca operazione commerciale, la considero un disgustoso mercimonio e come tale non la comprerò mai, nemmeno per collezione (così come non avevo comprato "Absolute Greatest", che fu pubblicata dalla EMI per spremere la mucca prima del cambio di etichetta). Lascio una riflessione a chi si considera fan dei Queen: invece di comprare ogni cagata che i nostri beniamini buttano, lanciamo un chiaro segnale di ciò che ci piace e ciò che non ci piace.
P.S.: tra l'altro, sull'iTunes Music Store il duetto fra Freddie e Jacko non è acquistabile singolarmente, e su Spotify nemmeno si può ascoltare in streaming. Paraculata commericale o disonestà intellettuale? Lascio a voi il dubbio.
Luca (@Stone_ColdCrazy)
