Ma veniamo al panorama odierno. Troppe cose ci sarebbero da dire: butterò giù qualche pensiero in libertà, in modo caotico, scordandomi qualcuno, e vi dirò semplicemente ciò che penso.Dunque, solo a pensare al concetto di "musica italiana di oggi", mi sento un po' male. Ma non perché manca la qualità, secondo me. Manca il gusto e la cultura. Perché ci fanno passare per musica roba che è spazzatura.
Chi c'abbiamo? Appunto. Quelli usciti dai talent? Quelli che vincono Sanremo col televoto? Che dire? Io mi sono vista un concerto che alternava artisti come Paolo Belli e Ruggeri a gente come Moreno e Marco Carta, e per questo mi scaleranno minimo vent'anni di purgatorio. Stavo anche per colpire con una gomitata una vecchia che sbuffava mentre sul palco c'era uno che faceva le cover della PFM e Vasco. Vabbè. Fortuna che questi qua passano presto. Tempo due o tre anni, non se li ricorda più nessuno, perché arrivano quelli nuovi. Ora ci sono i Dear Jack, hai capito? Roba che i RHCP quando l'hanno saputo si volevano sciogliere. Due anni fa Pierdavide Carone sembrava il nuovo De Gregori, oggi canta le sigle dei cartoni animati. Dio esiste. E' vero, ci aveva provato anche Lucio Dalla, a sponsorizzarlo, ma all'eccelso, che ha risorto Morandi e ha scoperto Bersani, è un peccatuccio che possiamo concedere, pace all'anima sua. Perché Lucio era uno dei pochi che ci provava davvero, a coltivare talenti.
Prendi Mengoni, per dire: la cosa migliore che i talent abbiano prodotto. Ha una voce e una capacità interpretativa straordinarie. Rifà Tenco e lo fa bene, benissimo. Ma che ancora non gli sia stata scritta una canzone decente, è un dato di fatto.
Perché la voce, non lo so, anche quella è sottovalutata. Renga, se gli togli il manzo, che è tanto, rimane uno che quando canta sembra al citofono e le canta tutte assolutamente uguali (anche se apprezzo la sua scelta vintage). Tiziano Ferro ha voluto fare il cantautore. Secondo me, se faceva l'interprete, ci guadagnava la musica. Ma è una mia opinione. La più grande voce italiana maschile degli ultimi vent'anni, che era Alex Baroni, purtroppo l'abbiamo persa. Un dramma musicale, oltre che umano.
Poi io ne ascolto tanta, di musica italiana. E non sono snob, musicalmente eh? Io sono sempre stata molto pop. E apprezzo gente che non pensereste, e che invece, quelli che ascoltano i figli di Maria (non faccio nomi) magari snobbano.
Mi piace Cremonini, secondo me è un artista. Mi piacciono i Negramaro. Ho provato a vedere un concerto dei Modà, ma dopo dieci canzoni consecutive tutte identiche, con uno che canta con un'espressione come se gli stessero inserendo una mega supposta, mi sono arresa. Ancora non riesco ad accettare che siano esistite le Vibrazioni e i Velvet, ma è un mio limite. Ho altri miti.
Ruggeri, per esempio. E' un grandissimo, uno che ragiona e va controcorrente. Bertoli. Poi ho le mie simpatie conterranee. Uno come Raf, secondo me, scrive dei testi bellissimi. Masini è un pezzo di storia della musica italiana: ha creato un genere, oltre a cantare da dio. I Litfiba. Occhio che se anche Elio (uno dei più grandi geni musicali che abbiamo) ridendo e scherzando gli ha dedicato una canzone (che diceva "Piero e Ghigo un fate i grulli, Pelù fai la pace con Renzulli") non era per prenderli in giro, era perché aveva carpito la forza di un'alchimia rara. E poi i Negrita, cuore aretino... io li incontravo alla stazione, coi valigioni, quando erano agli inizi e ancora si spostavano in treno. Li ho sentiti suonare ad Arezzo Wave e sono felice che ce l'abbiano fatta.
Ma veniamo ai mostri sacri. C'abbiamo la vexata quaestio della rivalità tra il Liga e Vasco Rossi, perché a noi italiani piace litigare. Volete sapere che ne penso? E' una rivalità che non ha senso. Fan del Liga, non vogliatemene, ma è come paragonare una Punto a una Porsche. Ligabue è un buon cantautore rock, a me piace, eh? Specialmente i primi album. Una volta l'ho incontrato, gli ho anche dato la mano. (Però da vicino ha la pelle a buccia d'arancia).
Vasco è un'altra cosa. E' l'unica vera rockstar che abbiamo in Italia. E non sopporto chi gli critica i testi: lui con due parole ti esprime dei concetti profondi, veri e a volte dolorosi come uno schiaffo. Non c'è storia.
E poi ci sono quelli che al di là del valore musicale che possono avere, fanno parte della tua vita, li apprezzi per cose che vanno anche oltre la musica. Ramazzotti, che il mio maestro di canto rabbrividisce solo a sentir nominare (ma lo capisco, perché a me sono altri a fare questo effetto) mi piace per l'energia che sprigiona, come persona e come artista. Poi Baglioni, Renato Zero... pensate che vi pare ma lasciatemeli sta'.
Ma ne abbiamo di grandi, certo. E non abbiamo timori reverenziali. C'abbiamo tanto orgoglio, è una cosa bella. Cioè critichiamo senza problemi i mostri sacri della musica internazionale, perché giustamente ce lo possiamo permettere. Scusate se sono monotematica, ma mi viene in mente ancora Venditti quando criticò "Russians" di Sting, probabilmente solo dopo averne letto il titolo e senza aver minimamente ascoltato il testo di una canzone (peraltro musicalmente perfetta) che in sostanza era contro la guerra fredda. Gli dedicò addirittura una canzone (immagino le lacrime di commozione del musicista inglese) però condivisa con Rocky e Rambo perché se no, troppa grazia. Certo, Sting "spara cazzate dal profondo", tu invece "sei bella bella bella bella come sei" scrivi capolavori.
Questo accadeva negli anni '80, ma il vizio non l'abbiamo perso. Poco tempo fa, in tv c'era J-Ax (che come artista hip-hop ancora ancora...) che dichiarava candidamente che ogni volta che ascolta i Queen fa una doccia e brucia i vestiti per purificarsi. Un'affermazione che si commenta da sola, direi, perché tutti i gusti sono gusti, ma avere l'umiltà di tacere su gente che ha fatto la storia della musica mi sembrerebbe il minimo.
E se il paragone musicale tra Venditti e Sting è pari a quello culinario tra me e Carlo Cracco, per J-Ax VS i Queen sinceramente non trovo termini di paragone.
Ah, poi ce n'è un'altra. Premetto che Jovanotti mi sta simpatico, anche lui è un mio conterraneo. Premetto che la sua parabola qualitativa ascendente è straordinaria. Premetto che scrive testi veramente belli. Ma qualche anno fa venne fuori la storia che avesse copiato una canzone ad Alejandro Sanz. E tutti, in Italia: "Oh, ma chi è questo Alejandro Sanz, ma come si permette..." Allora, Alejandro Sanz (per capirci quello che canta "La tortura" con Shakira) è un cantante spagnolo che nella sua carriera ha venduto forse dieci volte tanto Jovanotti, ma forse anche di più. La canzone in questione è "A te", quella di Alejandro Sanz si chiama "A la primera persona". A ciò aggiungo che il testo è diverso, e quello di Jovanotti forse è più bello. Poi non dico altro se non: ascoltatele e giudicate da voi. Cioè, dico, va bene che le note so' sette, ma insomma... no non dico niente. Non so neanche come sia finita la causa, se c'è stata.
Perché questo fatto che in Italia un po' ignoriamo quel che accade fuori, o quel che è accaduto in passato, è stata la fortuna di gente come Zucchero, che sul fatto che in Italia non si avesse più idea di cosa fosse il blues ci ha costruito la carriera. E lui un po' su 'sta cosa ci ha giocato. Tanto per dirne una, c'è una canzone di Otis Redding, che molti conoscono, e che si chiama "(Sittin' on) The dock of the bay" di cui forse "Solo seduto sulla panchina del porto (guardo le navi partir)" dovrebbe essere, boh, un omaggio? O una semicopia bruttina? Non si sa. Non dico altro.
Parlare di tutti non ce la faccio. Anche l'altra volta mi sono giunte le critiche: non hai parlato di Celentano, non hai parlato di Rino Gaetano...
Avete ragione. Allora Celentano è ovviamente un genio (quando canta), ma ha sabotato la carriera di Don Backy e questa non gliela perdonerò mai. Di Rino Gaetano dico solo due cose: 1. Io lo amavo già da piccola, la sua morte è stata uno dei traumi della mia infanzia. 2. Tempo fa mi hanno chiesto di interpretare "Il cielo è sempre più blu" in una serata: mi sono convinta solo dopo aver scoperto che l'ha fatto anche Giusy Ferreri, ho detto: "Se l'ha fatto Giusy Ferreri forse ci posso prova'" Una canzone musicalmente pazzesca, un testo che sembra scritto l'altroieri (leggetelo se non ve lo ricordate: è stupefacente).
Non ho parlato di donne. Per loro, un capitolo a parte.
(continua)